“la vita di ciascuno è in totale balia del caos”
Questa è la frase riportata sulla copertina del libro in questione, e questa, credo, sia la frase che meglio rispecchia la storia che vi è raccontata.
Paul Auster, uno dei grandi narratori contemporanei, riesce a guidarci nelle vite dei suoi personaggi facendocene cogliere molti dettagli.
È una storia fatta di dettagli, si rischia di perdere il senso generale di quello che sta accadendo, perché è appunto in balia del caos.
Il lettore deve appigliarsi ai dettagli, alle indicazioni, è un romanzo fatto di indicazioni, i passi dei protagonisti si seguono strada facendo, scoprendo che dietro l’angolo non c’è mai ciò che sarebbe logico trovarci.
I personaggi sono talmente ben studiati che, superata la fase iniziale, entrano a far parte di noi arricchendoci delle loro esperienze, sia positive che negative.
In questo libro sono presenti stati d’animo, dall’euforia alla depressione, sono presenti eventi che galleggiano nel tempo, sono presenti il bene ed il male, ma accuratamente mascherati non si fanno riconoscere, sfuggendo ad ogni giudizio.
Per certi versi è stata una lettura pesante, le pagine sono dense, fanno riflettere, un po’ si legge e un po’ si riflette, ma sicuramente è un romanzo che non può lasciare indifferenti. La scrittura di Auster mi ha veramente stregata, è un libro assolutamente appagante, chiudendolo senti di avere dentro qualcosa, credo sia proprio questa la sua forza.
Una curiosità è che Auster nel costruire il personaggio di Mary Turner, fa riferimento biografico all’artista francese Sophie Calle, tra il due talentuosi artisti nasce un connubio di grande successo; la figura di Sophie Calle merita di essere indagata, quanto il lavoro di Auster, in quanto specchio della nostra contemporaneità.
Dal punto di vista della trama credo sia estremamente difficile da riassumere, o spiegarla in altre parole…
L’io narrante si altalena tra i due protagonisti conosciutisi in maniera del tutto casuale, danno il via libera al caos che si impadronirà totalmente delle loro vite, facendogli seguire percorsi assolutamente irrazionali.
Sono due scrittori, due uomini abbastanza maturi, vivono tra new York, il Vermont e qualunque luogo li attragga. La linea principale, vede uno dei due come io narrante, raccontare le avventure dell’altro: Ben, i suoi conoscenti, personaggi in contatto con entrambe le figure, il suo tormento d’animo che porterà all’evento eclatante di annullamento della sua personalità, per vivere la vita di qualcun altro, qualcun altro la cui vita è stata interrotta in circostante surreali. Ben crea mille identità per portarne avanti una, che non è la sua; è un personaggio debole ma coraggioso, folle e ardito…
La storia è raccontata con molte sfaccettature, molte versioni, la sua e quella di chi lo ha avvicinato.. se dicessi qualcosa di più toglierei gusto al romanzo, che merita veramente di essere l
martedì 10 marzo 2009
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La bellezza di questa recensione mi spinge a leggere questo libro che per tanti anni avevo un poco inseguito senza mail leggerlo... quel “la vita di ciascuno è in totale balia del caos” mi mette in sintonia con una mia idea circa il fatto che la mia vita sia fatta da eventi che si sono incastrati a formare un fiordo, un bellissimo fiordo ma pur sempre un complicato fiordo.
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