martedì 3 marzo 2009


Cirano di Bergerac
di Edmond Rostand
commedia eroica in cinque atti in versi
traduzione di Mario Giobbe

La celebre opera teatrale di Rostand è stata pubblicata per la prima volta nel 1897, e quello stesso anno andò per la prima volta in scena a Parigi quando il suo autore era appena trentenne.
La storia di Cirano si ispira alla figura di Savinien Cyrano de Bergerac , uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.

La trama è piuttosto semplice: Cirano è un giovane cadetto più abile con le parole che con la spada, il suo cuore brucia d’amore per la bella Rossana, ma lui stesso non si reputa degno di amarla a causa della sua bruttezza resa ancor più insopportabile dal suo lunghissimo naso che, come lui stesso dice “sempre di un quarto d’ora lo precede” .
È innamorato della bella Rossana, peraltro cugina di Cirano, un altro cadetto: Cristiano, di bellissimo aspetto e abile con la spada ma, certamente, senza il dono dell’eloquenza; anche Rossana è attratta dalla piacevole figura di Cristiano con cui, però, non ha mai avuto modo di parlare.
Cirano vuole che Rossana viva l’amore, ma non il suo sicuramente sincero ma troppo brutto per l’aggraziata fanciulla, decide quindi di dar voce al cuore dell’impacciato Cristiano, ed unire la sua splendida poetica alla bellezza del giovane. Rossana s’innamora del bel Cristiano e, dopo una serie di buffe situazioni, in una buffa circostanza, riesce a sposarlo.
Con il passare del tempo, e i due giovani partiti per la guerra, Rossana si rende conto di amare Cristiano a prescindere dal suo aspetto fisico, lo amerebbe anche se fosse brutto, bruttissimo, queste sono le sue parole; perché un giovane di così nobile cuore, che la fa sussultare con la dolcezza delle sue parole e delle sue lettere, non può che essere amato.
Nei fatti Rossana è innamorata di Cirano, e Cirano lo sa ma non ritiene comunque giusto rivelare la verità all’amata cugina, rimanendole sempre vicino in modo fraterno e vivendo il suo amore da una posizione distaccata.
Accanto alla struggente quanto comica vicenda d’amore, l’opera di Rostand presenta tutte le caratteristiche di un avventuroso romanzo di cappa e spada, non mancano i duelli, le sfide, la guerra e la vita “cameratistica” dei cadetti di Guascogna noti per il loro spirito festaiolo,
Rostand usa per ogni scambio di battute la rima baciata ed alterna un linguaggio romantico ed aulico, alle becere battute dei cadetti nello stesso modo in cui alterna le vicende d’amore toccanti e suggestive alle scene più comiche e bizzarre.
Nel complesso ne risulta un’opera estremamente fresca e guizzante, molto piacevole alla lettura.

Mi ha ispirato, per la lettura di questa sceneggiatura, la canzone Cirano di Francesco Guccini, canzone a cui sono particolarmente legata e che compie un’ottima sintesi ed analisi del capolavoro di Rostand.
Trovo, personalmente che Cirano sia un personaggio molto attuale, o che comunque rappresenti una situazione molto attuale; oggi siamo nel ecolo della comunicazione visiva, comunicazione che non viene quasi più fatta con le parole, ne scritte ne parlate, noi oggi comunichiamo con le immagini e siamo continuamente esposti all’influenza dei media.
Per tutti non l’aspetto esteriore e l’apparire sono importanti e tante volte viviamo in forte conflitto con il nostro corpo, tante volte, anche noi, come Cirano non ci sentiamo all’altezza di fare qualcosa o di amare qualcuno…
tutti noi abbiamo qualcosa che non ci piace nel nostro aspetto, ma quante volte ci fermiamo a riflettere su quello che è il nostro contenuto, su quanto valiamo davvero? Non lo so, non credo di essere l’unica ad essermi posta questo problema, ma quello che penso è che non sia giusto lanciare sempre la palla al “bello” della situazione e dovremmo vivere le gli eventi in prima persona, non come ha scelto Cirano, da un punto di vista distaccato.
È anche vero che in questo modo Cirano ha trovato la felicità, ha amato comunque la sua bella Rossana sapendo, in cuor suo, che anche lei lo amava…anche se in vesti diverse.
Concludendo, vale sempre la pena di amare, in qualunque modo lo si faccia anche un amore non corrisposto è amore, e come tale va vissuto.
Amiamoci e facciamoci amare senza temere dei nostri nasi!

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